Azioni Venlafaxina

Antidepressivi

Principi attivi Venlafaxina

Venlafaxina cloridrato
Eccipienti: Capsule da 75 mg: ipromellosa copolimero di ammonio metacrilato (tipoB), sodio laurilsolfato, magnesio stearato. Rivestimento: copolimero di metacrilato butilato basico: 12,5%. Involucro della capsula: gelatina titanio diossido (E 171), ferro ossido rosso (E172). Inchiostro colorante: gommalacca, ferro ossido nero (E172), glicole propilenico (E 1520). Capsule da 150 mg: ipromellosa, copolimero di ammonio metacrilato(tipo B), sodio laurilsolfato, magnesio stearato. Rivestimento: copolimero di metacrilato butilato basico: 12,5%. Involucro della capsula:gelatina, titanio diossido (E 171), eritrosina (E127), indigotina I (E132). Inchiostro colorante: gommalacca, ferro ossido nero (E172), glicole propilenico (E1520)


Venlafaxina cloridrato
Eccipienti: >>Contenuto: ipromellosa; ammonio metacrilato copolimero (Tipo B); sodio laurilsolfato; magnesio stearato. >>Rivestimento: ammonio metacrilato copolimero (Tipo B). >>Guscio cps 75 mg: titanio diossido E171; ferro ossido rosso E172; gelatina. >>Guscio cps 150 mg: titanio diossidoE171; eritrosina E127; indaco carminio E132; gelatina. >>Inchiostro: gomma lacca; ferro ossido nero

Considerazioni Venlafaxina

Indicazioni: Episodi di depressione maggiore. Trattamento a breve termine dei disturbi da ansia sociale/fobia sociale
Controindicazioni: Ipersensibilita' alla venlafaxina o a uno qualsiasi degli eccipienti.Non usare in associazione con un IMAO o entro 14 giorni dalla sospensione del trattamento con un IMAO. Dopo la sospensione devono trascorrere 7 giorni prima di iniziare un trattamento con un IMAO
Avvertenze: Non usare per il trattamento di bambini e adolescenti al di sotto di 18 anni di eta'. Negli studi clinici, comportamenti suicidi e ostilita'sono stati osservati con maggiore frequenza in bambini e adolescentitrattati con antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo. Sesi decide di effettuare comunque il trattamento, il paziente deve essere attentamente monitorato. Non sono disponibili dati sulla sicurezzaa lungo termine in bambini e adolescenti per quanto concerne la crescita, la maturazione e lo sviluppo cognitivo e comportamentale. Il rischio di comportamenti suicidi persiste fino ad una significativa remissione. Poiche' e' possibile che nel corso delle prime settimane o piu'di trattamento non si verifichi alcun miglioramento, monitorare fino alla comparsa di tale miglioramento. Il rischio di suicidio puo' aumentare nel corso delle prime fasi di miglioramento. Studi clinici hanno dimostrato un aumentato rischio nei pazienti trattati conn antidepressivi al di sotto di 25 anni di eta' rispetto a quelli trattati con placebo. La stretta supervisione dei pazienti e in particolare di quelli adalto rischio deve accompagnare la terapia farmacologica soprattutto nelle prime fasi del trattamento e dopo qualsiasi correzione della dose. Il rischio di suicidio deve essere considerato in tutti i pazienti depressi. Allo scopo di ridurre il rischio di sovradosaggio, deve essere prescritto un numero ridotto di capsule. I pazienti trattati che hanno avuto una riduzione della dose o che hanno interrotto il trattamento possono manifestare comportamenti aggressivi. L'uso e' stato associato allo sviluppo di acatisia. La probabilita' di comparsa di questo disturbo e' maggiore nel corso delle prime settimane di trattamento. Neipazienti che sviluppano questi sintomi, un incremento della dose potrebbe rivelarsi dannoso. Episodi di mania/ipomania si possono verificare in pazienti con disturbi dell'umore. Quando si tratta la fase depressiva di una psicosi maniaco-depressiva, e' possibile che la fase depressiva evolva in fase maniacale. Crisi epilettiche si verificano moltoraramente. In pazienti con disturbi epilettici e/o sindrome cerebraleorganica, trattare con prudenza e monitorare. Qualora si verifichi unacrisi epilettica il trattamento deve essere interrotto. E' necessariaprudenza quando si somministra in associazione a farmaci che possonoinfluenzare i sistemi neurotrasmettitoriali serotoninergici. Usare conprudenza in pazienti gia' in terapia con antipsicotici, poiche' puo'causare sintomi che suggeriscono la presenza della sindrome neurolettica maligna. In associazione con la venlafaxina sono stati riferiti casi di midriasi; pertanto, monitorare i pazienti con aumentata pressioneintra-oculare o i pazienti a rischio di glaucoma ad angolo stretto. Prima dell'inizio della terapia si raccomanda di controllare la funzione epatica e la funzione renale. Nei pazienti con cirrosi epatica o insufficienza renale da moderata a grave, e' stata osservata una riduzione della clearance della venlafaxina e del suo metabolita attivo, mentre l'emivita di eliminazione di queste sostanze e' risultata prolungata. In questi pazienti potrebbe essere necessaria una dose inferiore e una somministrazione meno frequente. In pazienti che soffrono di diabete, il trattamento con SSRI/SNRI puo' alterare il controllo glicemico.Pertanto, in questi pazienti potrebbe essere necessaria un aggiustamento della dose di insulina e/o degli ipoglicemizzanti orali. In associazione agli antidepressivi, vi e' stata una sola segnalazione di casi di iponatriemia secondaria a SIADH. Questi casi si sono verificati perlo piu' in pazienti anziani, in terapia con diuretici o con deplezionedi liquidi di altra origine. Rari casi di iponatriemia sono stati riportati per lo piu' in pazienti anziani e sono tornati alla normalita'dopo sospensione. La terapia deve essere effettuata con cautela in anziani che assumono diuretici o altrimenti in pazienti con deplezione diliquidi. Si raccomandano prudenza nella somministrazione monitoraggioin caso di: disturbi della minzione, glaucoma acuto ad angolo stretto, aumento della pressione intraoculare, riduzione o aumento della pressione arteriosa, malattie cardiache. Aumenti della pressione arteriosadose-correlati sono stati frequentemente riferiti soprattutto con dosi giornaliere superiori a 200 mg. Per coloro che durante il trattamento presentano un aumento prolungato della pressione arteriosa, e' necessario considerare o una diminuzione della dose o la sospensione del trattamento. Si puo' verificare un aumento della frequenza cardiaca, inparticolare con le dosi piu' alte. Si deve prestare attenzione ai pazienti con condizioni che possano essere compromesse da un aumento dellafrequenza cardiaca. Variazioni significative nel controllo della pressione arteriosa e turbe della conduzione cardiaca sono state osservatesoprattutto in pazienti anziani, ed e' stata riferita una possibile associazione tra la venlafaxina e l'insorgenza di ischemia miocardica acuta. Usare con prudenza in pazienti con malattie cardiache che possono aumentare il rischio di aritmie ventricolari. Variazioni significative degli intervalli PR, QRS o QTc sono state riferite raramente. Aumenti clinicamente rilevanti del colesterolo sierico sono stati registrati in pazienti trattati per almeno 3 mesi, in studi clinici a lungo termine controllati con placebo. In caso di insorgenza di ipercolesterolemia, prendere in considerazione la possibilita' di trattare questo disturbo o di passare a un altro antidepressivo. I pazienti anziani sonospesso piu' sensibili agli antidepressivi. Particolare prudenza deve essere prestata nell'aumentare la dose. E' presente il rischio di sanguinamento della cute e delle mucose. Deve essere usata con cautela in pazienti con predisposizione al sanguinamento di queste zone. L'interruzione del trattamento, soprattutto se improvvisa, e' spesso accompagnata dalla comparsa di sintomi di astinenza. Capogiri, disturbi sensoriali, disturbi del sonno, agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremoree cefalea sono le reazioni riportate con maggiore frequenza. In genere, questi sintomi si manifestano con intensita' da lieve a moderata, anche se in alcuni pazienti possono svilupparsi in forma grave. La lorocomparsa si verifica di solito nei primi giorni successivi all'interruzione del trattamento. di solito questi sintomi hanno un decorso auto-limitante e si risolvono nell'arco di 2 settimane, ma in alcune persone possono persistere piu' a lungo (2-3 mesi o piu'). Pertanto, e' consigliabile che il trattamento venga interrotto nell'arco di parecchiesettimane o mesi, riducendo gradualmente la dose
Posologia: >>Episodi di depressione maggiore: tra 75 mg e 225 mg. Il trattamentodeve iniziare con 75 mg una volta al giorno. Alcuni effetti diventeranno evidenti dopo 2-4 settimane di terapia con dosi standard adeguate.Se la risposta clinica e' insoddisfacente, la dose puo' essere aumentata a 150 mg e poi a 225 mg. I pazienti che non rispondono possono ottenere beneficio con dosi piu' alte, fino a 375 mg, tuttavia l'esperienza con alte dosi e' ancora limitata. In tutti i casi le dosi elevate devono essere somministrate sotto attenta supervisione. Le dosi devono essere aumentate a intervalli di circa 2 o piu' settimane, con un minimo di 4 giorni tra ogni aumento. Se non si osserva una risposta entro 2-4 settimane, non vi e' beneficio dal continuare il trattamento. E' generalmente accettato che gli episodi acuti di depressione maggiore richiedono un trattamento farmacologico continuato per 4-6 mesi. Alcuni pazienti possono richiedere trattamenti piu' prolungati. Rivalutare periodicamente la necessita' della continuazione del trattamento. >>Trattamento a breve termine dei disturbi da ansia sociale/fobia sociale: 75mg/die. Nei pazienti che non rispondono adeguatamente alla dose di 75mg, questa dose puo' essere aumentata con incrementi di 75 mg, ad intervalli di almeno 4 giorni tra ogni aumento, fino a un massimo di 225mg. L'efficacia nel trattamento dei disturbi da ansia sociale e' statadimostrata in 4 studi controllati contro placebo della durata di 12 settimane. L'efficacia a lungo termine non e' stata dimostrata. >>Pazienti con compromissione renale o epatica: devono essere somministrate dosi inferiori; puo' essere necessario iniziare il trattamento con le forme farmaceutiche a rilascio immediato. La dose totale deve essere ridotta del 25-50% nei pazienti con velocita' di filtrazione glomerularedi 10-70 ml/min. Nei pazienti con grave compromissione renale (clearance della creatinina <30 ml/min) o in pazienti in emodialisi, la dosedeve essere ridotta del 50%. Non vi sono dati relativi a pazienti conmoderata o grave compromissione epatica, ma si consiglia cautela e sideve considerare la possibilita' di ridurre la dose di oltre il 50%. Nei pazienti con grave compromissione epatica, occorre fare una valutazione dei benefici e dei rischi derivanti dal trattamento. >>Anziani: iniziare con la minima dose raccomandata. Dopo aver individualizzato ladose, occorre prestare particolare cautela quando si aumenta la dose.>>Bambini e adolescenti: non deve essere usata nel trattamento di bambini e adolescenti di eta' inferiore a 18 anni. La sospensione improvvisa deve essere evitata. La dose deve essere ridotta gradualmente in un periodo di almeno una o due settimane al fine di ridurre il rischiodi reazioni da astinenza. Se sono state usate dosi elevate per piu' di6 settimane, si raccomanda una riduzione graduale in almeno 2 settimane. Se compaiono sintomi intollerabili dopo una diminuzione della doseo dopo l'interruzione del trattamento, puo' essere considerata la decisione di riprendere la dose precedentemente prescritta. Successivamente il medico puo' continuare a ridurre la dose ma in modo piu' graduale. Il periodo per la sospensione puo' dipendere dalla dose, dalla durata della terapia e dal singolo paziente. Si raccomanda di assumere lecapsule durante il pasto. Ogni capsula deve essere ingerita intera condel liquido. Non deve essere divisa, rotta, masticata o disciolta inacqua. Deve essere presa una volta al giorno, preferibilmente alla stessa ora ogni giorno, al mattino o alla sera. I pazienti trattati con la venlafaxina in forme farmaceutiche a rilascio immediato, possono passare alla venlafaxina capsule a rilascio prolungatoalla dose equivalente piu' simile (mg per giorno). Tuttavia puo' essere necessario un aggiustamento individuale della dose.
Interazioni: Sono stati riferiti effetti indesiderati nei casi in cui e' stata somministrata subito dopo la sospensione di inibitore delle MAO, o quandola terapia con un inibitore delle MAO e' iniziata subito dopo la sospensione: tremore, mioclonia, sudorazione, nausea, vomito, vampate, capogiri, ipertermia con caratteristiche cliniche simili alla sindrome neurolettica maligna, sindrome serotoninergica, convulsioni e morte. Durante l'uso contemporaneo con SSRI/MAO inibitori, sono state segnalate le seguenti reazioni: ipertermia, rigidita', mioclonia, instabilita' autonomica con rapide fluttuazioni dei segni vitali, modificazioni dellostato psichico (tra cui delirio e coma), e stati simili alla sindromeneurolettica maligna. E' assolutamente sconsigliato l'uso con un inibitore delle MAO o nei 14 giorni successivi alla sospensione del trattamento con un inibitore delle MAO. Sono necessari almeno 7 giorni di sospensione del trattamento prima di poter iniziare il trattamento con un inibitore delle MAO. Se la terapia viene iniziata 14 giorni dopo l'interruzione di un inibitore delle MAO, nei primi giorni di trattamentosi consiglia una singola dose giornaliera di 37,5 mg. Tali raccomandazioni si basano sui dati disponibili per gli inibitori delle MAO irreversibili. Il periodo di tempo necessario tra l'interruzione della moclobemide (un inibitore delle MAO reversibile) e l'inizio della terapiapuo' essere inferiore a 14 giorni. Deve essere assicurato un adeguatoperiodo di wash-out quando si passa dalla moclobemide alla venlafaxina. La determinazione di un adeguato periodo di wash-out deve prendere in considerazione le proprieta' farmacologiche della moclobemide ed ilgiudizio del medico basato sull'esame clinico individuale del paziente. Usare con cautela quando e' somministrato in associazione a sostanzeche influenzano i sistemi neurotrasmettitoriali serotoninergici. Usata con prudenza in pazienti gia' in terapia con antipsicotici, poiche'sono stati riferiti i sintomi della sindrome neurolettica maligna. L'uso di agenti simpaticomimetici alfa e beta in caso di una procedura emostatica richiedente iniezioni sottocutanee e subgengivali, puo' causare fibrillazione ventricolare conseguente a un aumento dell'eccitabilita' cardiaca. In associazione a tali simpaticomimetici usati per via endovenosa puo' causare ipertensione parossistica con possibili disturbi della frequenza cardiaca. L'uso con prodotti a base dell'erba di SanGiovanni (Hypericum perforatum) puo' portare a un potenziamento dell'attivita' serotoninergica associato a una maggiore incidenza di eventiavversi. L'esperienza clinica sull'uso con ECT e' limitata. E' statariferita una prolungata attivita' convulsiva con l'uso concomitante diantidepressivi SSRI. I profili farmacocinetici della venlafaxina, dell'ODV e dell'etanolo non sono stati alterati dalla somministrazione dietanolo a volontari sani. Non aumenta il deterioramento delle capacita' mentale causato dall'etanolo. Evitare il consumo di alcool durantela terapia. Usare prudenza durante l'uso concomitante di SSRI con anticoagulanti o con altri medicinali che possono aumentare il rischio disanguinamento. La somministrazione con farmaci per la perdita di peso(compresa fentermina) non e' raccomandata. Non e' indicata per la perdita di peso. Sono stati riferiti casi di aumento dei livelli di clozapina temporaneamente associati ad eventi avversi, incluse crisi epilettiche, in pazienti in terapia con clozapina. E' stato segnalato un potenziamento degli effetti anticoagulanti compreso un aumento del tempo di protrombina, del tempo di tromboplastina parziale o dell'INR, in pazienti in trattamento con il warfarin. Le proprieta' farmacocinetiche non hanno subito alterazioni in soggetti sani in associazione al diazepam o al litio. La somministrazione non ha influenzato gli effetti psicomotori e psicometrici indotti dal diazepam. Sono state segnalate interazioni con il litio che hanno portato a un aumento dei suoi livelli.La cimetidina ha inibito il metabolismo di primo passaggio, ma non haavuto alcun effetto rilevabile sulla formazione o sull'eliminazione dell'O-demetilvenlafaxina (ODV), che e' presente in quantita' molto superiori nella circolazione sistemica. Nei pazienti anziani e nei pazienti con disfunzione epatica, questa interazione potrebbe essere piu' pronunciata. Nei pazienti in terapia con il risperidone, ha aumentato l'AUC (+32%) del risperidone e ha ridotto la CL/F (-38%), ma non ha modificato significativamente l'AUC del 9-idrossirisperidone e del suo metabolita attivo. Studi clinici con indinavir ha mostrato una diminuzionedel 28% dell'AUC e del 36% della C max dell'indinavir. L'indinavir non ha modificato la farmacocinetica della venlafaxina e dell'ODV. Somministrata in condizioni di stato stazionario, ha inibito la clearance totale della dose orale di aloperidolo, con conseguente aumento dell'AUC dell'aloperidolo. Inoltre, la C max dell'aloperidolo e' aumentata mentre i valori dell'emivita di eliminazione sono rimasti invariati. L'imipramina inibisce parzialmente la formazione dell'O-demetilvenlafaxina mediata dal CYP2D6. Non sono necessari aggiustamenti della dose. Nonmodifica la farmacocinetica dell'imipramina e della 2-OH-imipramina.Tuttavia l'AUC, la C max e la C min della desipramina sono aumentate del 35% circa. L'AUC della 2-OH-desipramina e' aumentata da 2,5 a 4,5 volte. Una valutazione retrospettiva non ha fornito evidenze a supportodi un'incompatibilita' tra la terapia ed il trattamento con farmaci antipertensivi o ipoglicemizzanti. La maggiore via di eliminazione avviene attraverso il CYP2D6 e il CYP3A4. Questa viene metabolizzata principalmente a livello epatico dall'isoenzima CYP2D6 al suo metabolita attivo (ODV) e dall'isoenzima CYP3A3/4 in N-demetilvenlafaxina. Non sononecessari aggiustamenti della dose in pazienti in terapia con un inibitore del CYP2D6. Benche' il CYP3A4 sia una via metabolica minore rispetto al CYP2D6, e' comunque possibile un'interazione farmacologica clinicamente significativa con gli inibitori del metabolismo mediato da CYP3A4, cosi' come e' possibile un aumento dei livelli plasmatici nei pazienti con bassa attivita' metabolica del CYP2D6. Somministrare gli inibitori potenti del CYP3A4 o le combinazioni di farmaci che inibiscono sia il CYP3A4 sia il CYP2D6 solo se strettamente necessario. E' presente un aumento dei livelli dell'AUC (+36%) nei pazienti con elevata attivita' metabolica del CYP2D6, mentre aumenti molto alti (fino a circa il 200%) dell'AUC sono stati osservati in alcuni pazienti con bassaattivita' metabolica del CYP2D6. Inoltre e' un inibitore del CYP2D6 relativamente debole e che non inibisce il CYP1A2, il CYP2C9 o il CYP3A4. La venlafaxina e l'ODV si legano alle proteine plasmatiche rispettivamente per il 27% e il 30%. E' improbabile che si verifichino interazioni causate dal legame esse
Gravidanza/Allattamento: Non sono disponibili dati adeguati sull'uso nelle donne in stato di gravidanza. L'esperienza limitata ottenuta sino ad oggi non suggerisce alcun aumento del rischio di anomalie congenite o di qualsiasi altra reazione avversa sulla gravidanza o sul nascituro. Studi sugli animali hanno dimostrato la tossicita' riproduttiva del farmaco. Il rischio potenziale per gli esseri umani non e' noto. Se viene utilizzata cronicamente fino al momento del parto, e' necessario considerare la possibilita' di comparsa di sintomi di astinenza nel neonato. Non usare durantela gravidanza salvo in caso di assoluta necessita'. La venlafaxina eil suo metabolita attivo vengono escreti nel latte materno. Non e' chiaro quale sia l'effetto sul neonato. Pertanto, si deve scegliere se continuare/interrompere l'allattamento al seno o continuare/interromperela terapia, considerando il beneficio dell'allattamento per il neonato e il beneficio della terapia per la madre.

Presentazioni di Venlafaxina

Venlafaxina Capsule
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Venlafaxina Capsule
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Venlafaxina Conservazione: Non conservare a temperatura superiore a 30 gradi C

Venlafaxina Conservazione: Non richiede particolari precauzioni per la conservazione

Venlafaxina MYLAN SpA

Venlafaxina LABORATORI ALTER Srl

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